SEO AGILE

Trovare la maniera di indicizzare un sito o un ecommerce in maniera rapida, veloce, ed economica è un pò il sogno nel cassetto di tutti i SEO. Il problema non sono molto i contenuti, che possono essere scritti da dio, particolareggiati,  unici, capaci di attrarre utenti, essere seo compatibili………. ma fare link building.

Tutti i SEO sono consapevoli che senza link un sito non arriverà mai nelle prime pagine delle serp. Fare link building costa….. non è che scrivere contenuti sia gratuito, ma con i nuovi algoritmi sempre in evoluzione, reperire link ad alto rank, a tema, e dofollow senza che google li reputi spam, è molto difficoltoso.

Le serp sono sempre più competitive, e molte delle nuove tecniche SEO, sono vecchie il mese dopo. Non esistono più trucchi, molti che si sono affidati ad eccessivo posting sui blog sono caduti nella trappola di Cutts.

Fare efficacemente SEO quindi richiede tempo. Ogni link che poniamo va valutato e nel 90% dei casi scartato, con il risultato che una campagna SEO può diventare molto lunga e costosa a seconda del settore e del target.

Rispondere alle domande dei clienti sulle tempistiche è effettivamente complesso, oggi valuti x, domani esce un nuovo algoritmo e x è diventato y se non z.

Le grandi testate giornalistiche stanno quindi dominando le prime pagine per alcune parole chiave, ed era scontato, visto il continuo aggiornamento, il numero di visitatori giornalieri (tutti hanno analytics ecc), ed il Rank.

Niente da contestare, ci mancherebbe, ma in molti casi non sono perfettamente quello che un utente cerca in rete. Sono poco attinenti, se non addirittura fuori luogo.

Farsi apporre un link da questi mastodonti del web è sicuramente uno dei modo per finire in prima pagine.

Ci sono società che sono in prima pagina solo per un link nel footer di uno di questi giganti.
Non è bellissimo dal punto di vista seo, perchè spesso chi fa seo, sa che per essere bene indicizzati i contenuti devono essere molto attraenti ed in target.

Spesso i contenuti rivisti da un seo sono migliori di quelli scritti da un giornalista vecchio stampo, o da una penna di qualche giornale online, ma i link pesano molto.

Diciamo che un dominio principale con molti link, che pone un link o più link verso un sottodominio fuori tema, solitamente non porta a risultati da prima pagina, ma con i numeri dei colossi del web, la quantità è tale, che riescono quasi sempre a far salire nelle serp contenuti anche poco interessanti, brevi, e poco corposi.

In poche parole la fatica che deve fare un sito o un ecommerce che non ha la possibilità di farsi scrivere articoli da quotidiani con backlink di brand o specifici, è infinita.

Come sempre c’è l’eccezione che conferma la regola, ma fare link building è un arte e quindi se ci concentriamo sulle percentuali, sulla qualità attirando anche qualche link naturale, c’è possibilità di competizione.

La competizione nel settore SEO è importante, perchè migliora le tecniche e spinge google ad aggiornare gli algoritmi.

Il problema di contenuti pertinenti in prima pagina rimane, ma si andrà sempre più verso ricerche di massa, quindi un bravo SEO ne deve tenerne conto anche nella stesura della navigazione, e sopratutto nella scelta delle keywords.

Confrontarsi su keywords molto competitive può costare molto, e quindi le long tail keywords possono essere la strategia migliore per chi ha poco budget, magari puntando su press release gratuite.

La submission degli article marketing deve essere fatto bene, devono essere costruiti molti contenuti coinvolgenti attirare l’attenzione dell’utente per la call to action, inoltre devono essere abbastanza lunghi per l’indicizzazione ( google ama i contenuti lunghi), ed essere distribuiti non più di 2 uguali o il rischio spam è alto.

Quindi rimane da scegliere quale è il miglior sito gratuito di article marketing, dofollow e dal rank più alto.

Detto questo buona SEO AGILE.

SEO POWER

Conoscere le tecniche SEO per migliorare il ranking nelle serp, è una disciplina che da anni sta emergendo, ma dopo gli ultimi aggiornamenti di google, la figura del SEO servirà ancora?

Non lo sappiamo fino a che non potremo testare con mano, quindi sperimentando, cosa è consentito fare e cosa no. Oramai gli algoritmi hanno un livello di intelligenza tale, per cui spesso molte delle tecniche usate non sono più produttive, altre invece sono diventate spam agli occhi di google.

Google non è afflitto da errori, anzi, se vediamo i siti nelle prime pagine per le keywords con più impression spesso sono poco curati dal punto di vista creativo, hanno una navigazione pessima, ma possiedono una cosa, molti backlink cosi detti naturali, e con una percentuale molto alta di link in ingresso con la key di brand.

La semantica non è ancora affinata, e spesso si continua a confondere un buon contenuto, con un contenuto scritto a regola d’arte per i motori di ricerca.

Da qui gli spazzi di manovra di un nuovo SEO si restringono molto, ed essendo un settore in continua evoluzione molte volte quello che era molto produttivo può diventare improvvisamente antiproduttivo. Bisogna quindi muoversi con circospezione, non prendere le tecniche SEO come assolute ma relative, al tempo e allo spazio.

Le azioni che un SEO deve saper fare sono quelle di creare contenuti di vera qualità, ma sempre tenendo conto della densità di keywords, strutturare una navigazione che guardi al ROI e non all’indicizzazione, creare una serie di link reversibili, cioè in quantità limitata e di alta qualità tenendone traccia, in modo da poter sempre correggere il tiro.

Le vecchie tecniche di post sui blog funzionano ancora, ma se sono troppi i commenti equivalgono a spam, cioè a una penalizzazione. Quindi discutere di un certo argomento tipo il seo, su un sito seo, e appore il proprio link non è spam, ma il tuo link si trova su siti generalisti di diverso genere, e in quantità industriale, sicuramente sarai penalizzato.

Le web directory, oramai funzionano pochissimo, mentre conta molto scrivere ottimi comunicati stampa, differenziati con un testo molto lungo, con un anchor text di brand. Il resto devono farlo i contenuti del sito.

Un tempo per indicizzare un sito per un una parola chiave era sufficiente creare molti link con la medesima, ma oggi è spam. Quindi sfruttare per il link building la parola di brand, e muoversi con i contenuti per far capire a google che il nostro sito è di alta qualità e trust.

Un altro elemento molto considerato da google è la vecchiaia del sito, da più anni è attivo, non avendo ricevuto penalizzazioni anche lievi, più è semplice da indicizzare.

Molti non si rendono conto di aver subito penalizzazioni, perchè google ha vari modi di penalizzare, può infliggere penalizzazioni lievi e farvi semplicemente scendere nelle serp di qualche pagina, può eliminarvi dalle serp per qualche parola chiave, può portare il vostro sito in fondo alle ricerche per tutte le parole chiave inicizzate, può estromettervi dalle ricerca. Oppure può infliggervi penalizzazioni manuali.

Uscire dalle penalizzazioni non è sempre semplice, prima di tutto perchè bisogna capire il motivo per cui siamo stati penalizzati, e poi capire come uscirne.

A ogni modo anche agendo bene un SEO, per uscire dalle penalizzazioni deve operare su più livelli, ed attendere. In certi casi anche convertendo i link da dofollow a nofollow si impiegano 3 settimane perchè google si accorga.

Oggi fare SEO è complesso, e molte delle agenzie o consulenti che propongono soluzioni semplici, sono quasi sempre improvvisati che hanno sperimentato poco, e non si sono mai imbattuti in casistiche differenti. Ogni sito ha la sua storia, e un bravo SEO, deve saper analizzare lo storico prima di agire.